L’incanto di Senarega per il weekend pasquale (Tabloid)

Pubblicato il 03 aprile 2015 alle 13:34 da .

Un borgo rurale all’ombra del Monte Antola, conservatosi pressoché intatto nella sua fisionomia antica e dominato da un piccolo castello, dalla forma essenziale ma non per questo privo di fascino. E’ Senarega, in Valbrevenna, forse la valle dell’entroterra genovese che ha mantenuto più intatto il proprio aspetto agricolo, anche se le fasce coltivate, che un tempo la ricoprivano interamente fino ad altezze sorprendenti, oggi sono appena percepibili sui fianchi dei monti.


A Senarega il Comune e il Parco dell’Antola hanno scommesso con coraggio su un progetto di turismo verde, incentrato sul restauro del castello e di un antico oratorio: il progetto, finanziato dell’Unione Europea con 1 milione di euro, ha reso possibile trasformare il piccolo fortilizio in un rifugio escursionistico di alto livello, con quattro stanze molto suggestive ciascuna dotata di bagno, per un totale di 9 posti letto.

Il castello, il cui primo nucleo è duecentesco, è stato prima dei Senarega e poi dei Fieschi. Dalla metà dell’Ottocento è stato acquistato dalla parrocchia.

Senarega_Castello_02

La chiesa del borgo di Senarega, sotto il castello

Inizialmente sito di gabella, perché qui passavano le mulattiere che dalla Pianura Padana che conducevano al mare attraverso il valico della Tre Croci, è stato poi prigione locale, casino di caccia di signori locali e infine, con l’acquisto da parte della parrocchia, è stato utilizzato come scuola fino agli anni ’60. Dopo essere stato negli anni ’80 sede di comunità di recupero di tossicodipendenti, è caduto in disuso. Ora, finalmente, il recupero.

Il progetto punta a rafforzare un turismo di escursionisti e amanti della natura, che già esiste e che proviene in buona misura dai paesi del Nord Europa, dove è consueto che famiglie anche numerose partano per la Liguria facendo una settimana al mare e una a camminare nei boschi.

La Valbrevenna si costituì comune alla fine dell’Ottocento, nel suo periodo di massima floridità, quando contava 3.500 abitanti. Conta 50 frazioni e 7 parrocchie, di cui due della Diocesi di Tortona.

La valle dalla metà dell’Ottocento è stata interessata dal fenomeno dell’emigrazione verso Stati Uniti e Sud America. Per tutta la prima metà del Novecento gli emigranti sono tornati e hanno arricchito e ingrandito i paesi. Poi, dagli anni ’60, è iniziato il declino. Negli anni ’70, tuttavia, era molto diffusa la villeggiatura estiva dei genovesi, poi esauritasi. Oggi gli abitanti sono comunque quasi mille.




 
  03/04/2015 - 13:34 - Notizie Metropolitane 2015 / 92 / 26454

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