Memoria, a Palazzo Doria Spinola si parla della Comunità Ebraica dalle persecuzioni alla rinascita

Pubblicato il 10 febbraio 2016 alle 13:04 da Stefano Villa

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Il rabbino capo di Genova, Giuseppe Momigliano (a destra) al Museo Ebraico con Itzchak Shtiglitz, direttore esecutivo del Centro culturale delle Comunità Ebraiche della Diaspora

Domani alle 17 nel salone del Consiglio metropolitano la presentazione del saggio di Chiara Dogliotti che ne discuterà con il professor Giovanni Battista Varnier e il rabbino capo Giuseppe Momigliano.

Nel primo dopoguerra il piccolo tempio alla Malapaga dove gli ebrei di Genova si erano raccolti dal 1707 per oltre due secoli non bastava più perché la Comunità da qualche centinaio di persone era cresciuta, anche con gli afflussi dall’estero compresi molti studenti universitari, soprattutto in medicina, fino a superare le duemila persone. La Comunità ebraica si dedicò allora alla costruzione della nuova sinagoga in via Bertora, una delle quattro monumentali italiane del ‘900 e l’unica costruita nel periodo fascista. La data della sua inaugurazione è il 3 giugno 1935 quando “mancano tre anni esatti alla proclamazione delle leggi razziali. Così fa un certo effetto contare il numero delle camicie nere presenti all’inaugurazione del nuovo tempio israelitico” scriveva otto anni fa l’indimenticabile Raffaele Niri su Repubblica nell’articolo ‘Quelle giornate particolari a Genova e la memoria ebraica’. Una memoria che dalle leggi razziali del 1938 si declina in discriminazioni, esclusioni, umiliazioni, confische che dal 1943 alimenteranno poi negli abissi della Shoah persecuzioni e deportazioni “fino alla Liberazione – dice il rabbino capo Giuseppe Momigliano – perché due giorni prima del 25 aprile a Genova furono ancora arrestati alcuni ebrei. Fortunatamente non ci fu il tempo di deportarli, ma l’ostinata perseveranza dei nazisti nel progetto di sterminio del popolo ebraico non si fermò sino all’ultimo.”  A quegli anni drammatici e terribili ritorna il saggio “La Comunità Ebraica di Genova. Gli sviluppi demografici e sociali tra Otto e Novecento, le persecuzioni e la rinascita” di Chiara Dogliotti che nelle iniziative per il Giorno della Memoria presenterà domani, giovedì 11 febbraio alle 17, nel salone consiliare della Città metropolitana a Palazzo Doria Spinola, il saggio, tratto dal volume “Genova 1943-45 – occupazione tedesca, fascismo repubblicano, Resistenza curato da Maria Elisabetta Tonizzi e Paolo Battifora, edito da Rubbettino e promosso da ILSREC.

Con Chiara Dogliotti domani interverranno il professor Giovanni Battista Varnier e il rabbino capo di Genova .

 




 
  10/02/2016 - 13:04 - Notizie Metropolitane 2016 / 40 / 30010

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