Città metropolitana, intesa con la Regione sul trasferimento di immobili nel riordino delle funzioni

Pubblicato il 15 giugno 2016 alle 18:46 da Stefano Villa

Via Cesarea_palazzo

In via Cesarea 14 a Genova piano terra e primo piano resteranno alla Città metropolitana, mentre i piani superiori e i fondi passeranno alla Regione nell’intesa sul trasferimento di beni nel riordino delle funzioni

La delibera votata dal Consiglio approva l’accordo che trasferisce alla Regione una parte dell’edificio in via Cesarea 14, la palazzina del turismo a Quarto e gli incubatoi ittici di Masone e Borzonasca, oltre a beni mobili legati alle stesse funzioni.

Il piano terra e il primo piano del palazzo in via Cesarea 14 a Genova resteranno alla Città metropolitana per i servizi del centro per l’impiego e delle politiche del lavoro, mentre i piani superiori, dal secondo al quarto più i fondi passeranno alla Regione, come la palazzina del turismo a Quarto (adiacente al complesso dei servizi distaccati della Città metropolitana in largo Cattanei) e i due incubatoi ittici per le trote di Masone e di Borzonasca. E’ l’accordo approvato, su proposta del consigliere delegato Alfonso Gioia, dal Consiglio metropolitano presieduto dal sindaco Marco Doria fra Regione Liguria e Città metropolitana di Genova per il trasferimento dei beni immobili e mobili legati alle funzioni già delegate alle Province che la legge regionale di riordino 15/2015 ha riattribuito alla Regione dal 1^ luglio 2015 (formazione professionale, turismo, difesa del suolo, caccia e pesca) con il relativo personale e risorse finanziarie.

Data la complessità del tema sono stati necessari specifici approfondimenti in materia e numerosi incontri tecnici per definire l’intesa sul trasferimento dei beni immobili e mobili.

Nell’accordo la Città metropolitana s’impegna a trasferire alla Regione entro il 31 dicembre prossimo la palazzina del turismo in via Giovanni Maggio, gli incubatoi ittici di Masone e Borzonasca, i fondi e i piani 2°, 3° e 4° di via Cesarea 14. Rispetto a quest’ultimo edificio la Regione s’impegna per il prossimo futuro a utilizzare i i volumi trasferiti come propri uffici, escludendo locazioni o concessioni a privati.“In caso di eventuale futura vendita degli stessi spazi – ha detto Alfonso Gioia – la Regione s’impegna a riconoscere alla Città metropolitana il 50% del plusvalore derivante dalla loro trasformazione urbanistica”.

Per la palazzina del turismo, in caso di futura vendita dell’immobile, autonomo, ma ‘in coabitazione’ con il complesso dei servizi metropolitani a Quarto, dovrà essere riconosciuto alla Città metropolitana il diritto di prelazione.

L’intesa regola anche il trasferimento alla Regione dei beni mobili legati alle funzioni della difesa del suolo, del turismo e della caccia e pesca (compresi due automezzi speciali a servizio degli incubatoi ittici) e il trasferimento ad Arsel per i beni mobili legati alla formazione professionale.




 
  15/06/2016 - 18:46 - Notizie Metropolitane 2016 / 166 / 31156

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