Depuratori, accordo per Chiavari, interferenza con Gronda a Cornigliano (video Tabloid)

Pubblicato il 14 gennaio 2017 alle 10:04 da Filippo Cartosio

Enrico Pignone, consigliere delegato all’ambiente della Città metropolitana, dà le due notizie durante un’overview su tutti i 23 impianti del territorio.

Acqua_potabile_00Dopo quasi un anno e mezzo di animato confronto con le amministrazioni comunali e le comunità del Tigullio Orientale, Città metropolitana di Genova ha infine individuato, sulla scorta di verifiche ingegneristiche fatte da Iren, gestore della rete idrica, una collocazione per il nuovo depuratore di Chiavari e della Valle dell’Entella, e l’ha sottoposta (insieme al progetto di depuratore già da tempo fatto per Sestri Levante e la Val Petronio) al sindaco di Chiavari e agli altri sindaci delle due valli, ottenendo da questi un primo consenso, che andrà adesso approfondito (un incontro è previsto il 24 gennaio): si tratta dell’area del Lido di Chiavari, dove sorge la piscina comunale oggi dismessa. Se il 24 gennaio la decisione del territorio sulla collocazione del depuratore al Lido di Chiavari sarà positiva, il 3 febbraio in Città metropolitana si terrà l’assemblea dell’Ato Acqua, ovvero dei 67 sindaci metropolitani, per sancire l’annullamento della delibera del settembre 2015 che prevedeva di costruire sulla cosiddetta ‘Colmata’ di Chiavari un grande depuratore unico comprensoriale che servisse entrambe le vallate. (segue sotto). 

La decisione originaria del 2015 sull’impianto unico comprensoriale di depurazione da 210.000 abitanti equivalenti al servizio sia della valle dell’Entella (Chiavari, Lavagna ed entroterra) sia della Val Petronio (Sestri Levante ed entroterra), era già stata rivista da tempo, a causa della forte opposizione del Comune di Chiavari, ed era emersa una volontà condivisa di costruire, individuando siti idonei, due impianti separati, uno per vallata: identificata già parecchi mesi fa per la Val Petronio l’area di Ramaia, a Sestri Levante (impianto da 70.000 abitanti equivalenti), restava da individuare un sito per il depuratore della valle dell’Entella (140.000 abitanti equivalenti), e oggi finalmente la soluzione è stata trovata. “Con questo accordo – afferma Enrico Pignone, consigliere delegato all’ambiente della Città metropolitana – sono avviate a soluzione tutte le situazioni critiche del territorio metropolitano, che come molte altre zone d’Italia era sotto procedura di infrazione da parte dell’Unione europea perché non rispettava i parametri comunitari sulla depurazione delle acque reflue, e quindi a questo punto dovrebbero essere scongiurate le non lievi sanzioni Ue. La chiave per uscire dall’impasse è la collaborazione fra enti, come riconosciuto dal ministro Galletti nel giugno 2016 in occasione dell’inaugurazione del depuratore di Recco” (in questo documento lo stato dell’arte dei depuratori sul territorio metropolitano e gli investimenti previsti). A proposito dell’impianto di Recco, Pignone ritiene molto improbabile che possa arrivare la sanzione Ue, anche se sotto il profilo giuridico è in teoria possibile, in quanto deve trascorrere un anno dall’inaugurazione (quindi ancora 5 mesi) prima che il rischio sanzione sia definitivamente evitato. “Per quel che riguarda Rapallo – aggiunge il consigliere delegato all’ambiente – il progetto del nuovo depuratore in località Ronco è da tempo approvato, il cantiere consegnato all’impresa e i lavori sono ormai avviati; a Santa Margherita Ligure l’impianto inaugurato nel 2013 è pienamente operativo e infine sono ormai approvati anche i progetti di Arenzano e di Genova Cornigliano, il cosidetto Dac (depuratore area centrale genovese), che sorgerà in un’area ex Ilva vicina alla foce del torrente Polcevera e quindi più lontana dalle case rispetto a quella dove sorge l’attuale depuratore, che peraltro è a norma ma causa cattivi odori. “Sono già in esecuzione le opere preliminari – comunica Pignone – ma occorre dirimere un conflitto con Autostrade per l’Italia, che nel tracciato progettato per la Gronda autostradale di Genova prevede un’opera (un pilone) che interferisce con le opere necessarie alla realizzazione del nuovo depuratore. Autostrade per l’Italia è sempre stata pienamente informata del progetto del depuratore e non può non tener conto che questa è un’opera prioritaria, anche se alla nostra lettera dello scorso ottobre ha risposto il 4 novembre di non essere disposta a modificare il tracciato della Gronda. Per questo ho scritto una lettera al Comune di Genova affinché convochi le parti al fine di trovare una soluzione”.

 




 
  14/01/2017 - 10:04 - Notizie Metropolitane 2017 / 13 / 32791

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