Golfo Paradiso, piccola preziosa economia (video di Tabloid)

Pubblicato il 27 gennaio 2017 alle 15:50 da Filippo Cartosio

Sette comuni, 30.000 abitanti, un turismo che ancora resiste ma tanti problemi: amministratori e abitanti pensano alle strategie di sviluppo nel Piano strategico di Città metropolitana. 

Camogli_00Sette comuni per 30.000 abitanti, meno del 4% della popolazione metropolitana che è di 850.000. Una piccola fetta di territorio, quindi, quella rappresentata dal Golfo Paradiso all’interno della Città metropolitana di Genova, ma molto pregiata, se pensiamo che ne fanno parte una perla del turismo come Camogli, con l’Abbazia di San Fruttuoso gestita dal Fai, e un’icona della gastronomia mondiale come Recco, nota nel mondo per la prelibata focaccia al formaggio, recentemente tutelata con l’Igp. Poi ci sono borghi marinari ad alta vocazione balneare come Sori e Bogliasco, e lo spettacolare balcone sul mare di Pieve Ligure, oltre alla cosiddetta Valle del tempo, così chiamata per l’industria degli orologi e composta da Uscio e Avegno. Nel recente passato questo piccolo prezioso territorio ha beneficiato del privilegio di offrire un paesaggio eccezionale a pochi chilometri dalla grande città capoluogo, ma oggi soffre i ben noti mali liguri dello spopolamento, invecchiamento e assenza di prospettive economiche che non siano il turismo, che però è ormai lontano dall’epoca d’oro delle seconde case. Come rilanciare quindi queste zone? Come per il resto del territorio metropolitano, lo sviluppo e il destino del Golfo Paradiso saranno scritti nel Piano strategico metropolitano (Psm), lo strumento di pianificazione della neonata Città metropolitana, che è in questi mesi in gestazione. Il sesto ed ultimo incontro di partecipazione che l’ente di area vasta ha organizzato per coinvolgere nella scrittura del Piano i numerosi portatori di interesse locali (amministratori, operatori economici, associazioni, mondo della sanità, della cultura e del tempo libero) si è svolto il 24 gennaio proprio a Recco. I temi più stressati nei quattro tavoli in cui è stato organizzato il confronto sono stati la cura del dissesto idrogeologico, il potenziamento delle infrastrutture e lo sviluppo di attività economiche che fermino lo spopolamento e l’abbandono del territorio da parte dei giovani. Terminata la fase degli incontri di partecipazione, l’8 febbraio si terrà a Genova, nella sede della Città metropolitana, il full meeting conclusivo del processo partecipativo, in cui gli amministratori dell’ente tireranno le somme di quanto registrato dal territorio nei 6 incontri. Sarà su queste basi che verrà redatto il Psm, che avrà validità pluriennale ma potrà essere aggiornato annualmente. La volontà dell’attuale amministrazione della Cm è tuttavia lasciare un documento profondamente condiviso dall’intero territorio a chi fra pochi mesi, dopo le elezioni comunali di Genova che decreteranno il futuro sindaco metropolitano, erediterà per 5 anni la guida di Città metropolitana. 




 
  27/01/2017 - 15:50 - Notizie Metropolitane 2017 / 26 / 32942

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