Shoah, “ricordare per scegliere oggi una società senza persecuzioni” dice Doria al campo 52 di Coreglia

Pubblicato il 23 gennaio 2017 alle 15:09 da Stefano Villa

Il sindaco metropolitano ha partecipato alla commemorazione dei ventinove ebrei rinchiusi nel campo di concentramento della Fontanabuona e poi deportati e sterminati ad Auschwitz. La più piccola di loro era Nella Attias, uccisa a sei anni.Calvari Gennaio 2017 2Girotondo della pace, canzoni, letture e performance dei bambini e dei ragazzi, ma anche genitori e insegnanti delle scuole come simboli intensi della memoria che continua e si trasmette perché gli abissi del male assoluto nei lager nazisti dove fu sterminato il popolo ebraico con altri milioni di persone, oppositori politici, partigiani, soldati prigionieri, nomadi, omosessuali, non siano mai dimenticati e il ricordare orienti le scelte del presente. E’ il messaggio della cerimonia, con enti, istituzioni, cittadini e tanti alunni dei comprensivi di Isolona, Calvari e Cicagna, della media di Sestri Levante, delle superiori Natta De Ambrosis e Marsano che in Fontanabuona ha commemorato, nelle celebrazioni per il Giorno della Memoria, gli ebrei deportati e trucidati ad Auschwitz e partiti il 21 gennaio 1944 dal campo 52, fra Coreglia Ligure e Calvari dove erano stati rinchiusi. Erano 29 persone, compresi bambini come Nella Attias di nemmeno sei anni e suo fratello Giacomo, deportati e uccisi nelle camere a gas all’arrivo nel lager,il 6 febbraio. Alla giornata ha partecipato anche il sindaco della Città metropolitana Marco Doria.“La memoria – ha detto rivolgendosi a bambini e ragazzi – è importante per ricordare ciò che è stato, ma anche perché ci dà lezioni che servono per agire nel presente e nel futuro”.“L’Italia fascista di Mussolini prima di entrare in guerra a fianco dei nazisti di Hitler aveva già introdotto leggi razziste nel 1938, l’anno in cui nacque Nella Attias, discriminata appena nata, semplicemente in quanto ebrea. E le stragi e le deportazioni nei lager di sterminio che avvennero nel nostro Paese dalla fine del 1943 sono conseguenze delle scelte discriminatorie già fatte prima dal regime.”“La memoria ci dice quindi che scegliere è fondamentale ed è sempre possibile. Perché c’era chi si faceva pagare dai nazifascisti per far catturare ebrei, ma anche chi si oppose al progetto di sterminio, salvando ebrei a rischio della propria vita e dalle scelte dipende anche come le cose possano andare oggi.”“Che cosa facciamo quando qualcuno viene discriminato, per affermare i diritti di tutti? La scelta di ognuno è importante non solo perché non si ripetano quei fatti tragici, ma per affermare una società davvero più giusta e senza discriminazioni.” Lo storico Giorgio ‘Getto’ Viarengo ha salutato anche i nipoti di Margherita Levi, deportata ad Auschwitz dal campo 52 “strappata alla sua famiglia dall’abitazione chiavarese di piazza Nostra Signora dell’Orto al numero 5 la notte del 30 novembre 1943” prima dell’intervento del sindaco di Coreglia, Elio Cuneo che ha richiamato l’esigenza “ a far propria la responsabilità affinché le aberrazioni dell’orrore non possano più accadere e ognuno possa fare qualcosa in questo senso nel suo agire quotidiano per rendere più giusta, coesa e inclusiva la società”. La deposizione delle corone d’alloro alla lapide sul ponte che ricorda i nomi di tutte le 29 vittime deportate dal campo 52 e alla stele con la parola pace in tutte le lingue del mondo sulla piazza Nella Attias, circondata da ulivi, con nuove piante messe a dimora anche oggi, ha scandito l’intensità di questa giornata, fra i gonfaloni della Città metropolitana, dei Comuni, della Regione e le bandiere dell’Anpi e dei sindacati Cgil, Cisl,Uil. Claudio Muzio ha portato il saluto della Regione che giovedì 26 terrà la seduta solenne del Consiglio con l’orazione ufficiale di Anna Foa e la premiazione dei ragazzi delle scuole superiori della Liguria che hanno partecipato al concorso sul Giorno della Memoria.Il rabbino capo della Comunità Ebraica di Genova Giuseppe Momigliano ha ricordato “Nella Attias e gli altri bambini ebrei vittime dei lager di sterminio, come i fratelli Polacco, figli del custode della sinagoga di Genova e Adriana Revere della provincia della Spezia”. Il rabbino Momigliano ha poi aggiunto “le scelte sono davvero importanti, come ha sottolineato il sindaco Doria. Lo dimostra purtroppo anche ciò che accadde alla mia famiglia: una parte salvata in Piemonte da italiani che avevano scelto di farlo e un’altra parte invece sterminata a causa di altri che avevano scelto invece la delazione. Scegliere è quindi fondamentale e il nostro impegno è di non restare mai indifferenti di fronte alle tragedie dell’oggi”. Per don Marco Gattorna, parroco di Coreglia Ligure, mantenere viva la Memoria della Shoah e di tutti gli stermini nazisti aiuta anche a non dimenticare “che oggi sulle nostre coste c’è un nuovo Olocausto, la drammatica morte di uomini, ragazzi, bambini, donne e madri in attesa. Nel Giorno della Memoria non dobbiamo dimenticare le stragi di oggi, per ritrovare la dignità dell’uomo.” E don Gattorna con quindici ragazzi in aprile andrà a Lampedusa “per vedere e cercare di aiutare.”




 
  23/01/2017 - 15:09 - Notizie Metropolitane 2017 / 22 / 32902

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