Fereggiano, Viaggio Nel Cantiere Dello Scolmatore (Video di Tabloid)

Pubblicato il 24 marzo 2017 alle 12:23 da Stefano Villa

Nel cuore della galleria che raccoglierà e farà defluire al mare le piene del Fereggiano, ma anche del Noce e del Rovare con i tecnici del Comune di Genova che finanzia l’opera con fondi a bilancio e di Italia Sicura e dell’impresa Pac che la realizza.scolmatore fereggiano 1

Convoglierà e farà scorrere le piene in 3.717 metri di galleria, dalle alture di Quezzi al mare. E’ lo scolmatore del Fereggiano e abbatterà moltissimo i rischi del torrente che si è portato via sei vite nella drammatica e devastante alluvione del 2011.

Il cantiere per l’opera, finanziata dal Comune di Genova con fondi a bilancio e nazionali di Italia Sicura per 45 milioni complessivi, lavora sette giorni su sette con le squadre specializzate dell’impresa Pac vincitrice dell’appalto e i detriti degli scavi, vagliati e controllati, vengono trasportati via mare dai pontoni ai frantoi e utilizzati per il ripascimento delle spiagge.

La galleria per lo scolmatore, che utilizza anche i 900 metri scavati negli anni ’90 nel progetto poi abbandonato di deviatore del Fereggiano, è arrivata sotto i padiglioni delle specialità dell’ospedale San Martino. Una troupe del programma Tabloid della Città metropolitana di Genova l’ha percorsa tutta con i tecnici del Comune e dell’impresa.

L’attraversamento sotto la ferrovia Genova – La Spezia, spiegano, è stato il nodo più complesso, per le modalità e i tempi di lavorazione. In questo tratto, infatti, non è stato ovviamente possibile usare le volate di esplosivo per frantumare la roccia e sotto le gallerie ferroviarie e nell’area circostante, sino a cinquanta metri a monte e a valle dei binari, si è lavorato solo con i mezzi meccanici.

Il Fereggiano, ma non solo: altri lavori, di cui sono pronti i progetti esecutivi e i finanziamenti nazionali di Italia Sicura, andranno in gara d’appalto entro quest’anno per far confluire nella galleria dello scolmatore anche le piene di due rivi, piccoli ma molto rischiosi: il Noce e il Rovare. Per questo la portata complessiva massima dello scolmatore sarà di 160 metri cubi al secondo: 111 per il Fereggiano, 26 per il rio Rovare e 23 per il Noce.

La forza e l’energia dell’acqua sono influenzate anche dall’aria. Per questo lungo lo scolmatore vengono realizzate opere che ne regolano il flusso in entrata e in uscita dalla galleria: quattro aerofori, camini di sfiato, due già terminati, che risucchieranno l’aria all’esterno quando lo scolmatore sarà alla massima pressione per la piena del Fereggiano e riporteranno l’aria all’interno quando la portata d’acqua e la pressione saranno basse.

Il fronte del cantiere ha appena superato i 2.200 metri di percorso, a partire dal mare.

Ne mancano ancora 1.500 per terminare la galleria “che sarà tutta scavata entro la fine di quest’anno – dice Stefano Pinasco, direttore delle opere idrauliche del Comune di Genova – poi nel primo semestre del 2018 saranno completate le opere di presa a Quezzi e quelle dello sfocio a mare per terminare tutto lo scolmatore entro l’estate dell’anno prossimo.”

Il cantiere, dicono i tecnici, avanza in media di sette metri al giorno. Per farlo con squadre specializzate fa brillare volate di esplosivi come quella ripresa, a distanza di sicurezza, nelle immagini del programma Tabloid.

E sbriciolando un diaframma di roccia dopo l’altro lo scolmatore del Fereggiano va avanti.




 
  24/03/2017 - 12:23 - Notizie Metropolitane 2017 / 82 / 33353

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