A Teatro Con Il D’Oria, Cicerone Specchio Della Moderna Legalità (video di Tabloid)

Pubblicato il 18 maggio 2017 alle 15:00 da Stefano Villa

Il liceo classico genovese ha portato sul palco le sette orazioni scritte da Cicerone per il processo per corruzione e ruberie contro Verre, propretore della Sicilia, nel percorso sulla legalità con le scuole patrocinato dalla Città metropolitana di Genova.

Alla sua avidità non sfuggiva nulla: durante il governo di Verre in Sicilia non c’era vaso d’argento, di Corinto o di Delo, pietra preziosa o perla, oggetto d’oro o d’avorio, statua, quadro o arazzo che “il nostro imputato non avesse ricercato con cura, esaminato con attenzione e poi sottratto nel caso fosse di suo gradimento” scrive Cicerone nelle orazioni per il processo contro il potente e corrotto propretore dell’isola.
Cicerone scrisse le Verrine nel 70 a.C. Sette orazioni, ma solo le prime due furono pronunciate, la prima per smascherare i tentativi della difesa di far sostenere l’accusa a Quinto Cecilio Nigro, legatissimo a Verre di cui era stato questore anziché allo stesso Cicerone e la seconda per illustrare tutti i capi d’accusa contro l’imputato. Le cinque successive che esaminano il comportamento disonesto di Verre come pretore di Roma e in Sicilia, nella riscossione delle decime, nell’appropriazione di opere d’arte e nell’infliggere condanne a schiavi fuggiti, banditi, pirati e cittadini romani non furono mai pronunciate perché Verre scelse l’esilio volontario a Marsiglia prima della conclusione del processo vinto da Cicerone che con le Verrine si proiettò al centro della scena forense e politica romana a soli 36 anni.
Sventare gli intrighi e le ruberie di Verre come specchio della moderna coscienza e cultura della legalità è il messaggio del liceo classico D’Oria che ha messo in scena le orazioni ciceroniane al Duse del Teatro Stabile di Genova. Nel video del programma Tabloid della Città metropolitana le immagini dello spettacolo e delle prove, con interviste alle docenti del D’Oria Marina Terrana e Paola Maria Di Stefano, a Enrico Campanati, regista coinvolgente e appassionato delle Verrine, a Marta Bottaro e Carolina Giani del gruppo di studenti del D’Oria che hanno interpretato lo spettacolo e sono stati anche animatori del crowdfunding per portare le Verrine al Festival Internazionale di Teatro classico giovani nel magico scenario teatrale greco di Palazzolo Acreide.
La Sicilia è anche la terra di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che hanno condiviso lo stesso impegno di magistrati in lotta contro la mafia, affratellati da sogni, desideri, speranze e poi dalla stessa morte nelle terribili stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, il 23 maggio e il 19 luglio 1992. Il loro ricordo ed esempio sostengono la battaglia di legalità, verità e giustizia per le vittime di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e fondatore del movimento Agende Rosse che nei mesi scorsi l’ha condivisa con ragazzi e ragazze delle superiori al Teatro della Corte e a Ronco Scrivia nel percorso sulla legalità patrocinato dalla Città metropolitana di Genova e concluso proprio dal lavoro teatrale del D’Oria.




 
  18/05/2017 - 15:00 - Notizie Metropolitane 2017 / 137 / 33807

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