Camogli, un mare d’acqua dolce a 300 metri di quota (video di Tabloid)

Pubblicato il 15 giugno 2017 alle 12:47 da Filippo Cartosio

Il celebre borgo marinaro del Golfo Paradiso deve le sue fortune all’acqua salata, ma come raccontiamo in questa storia quella dolce non ha un ruolo irrilevante, almeno dal 1895. Oggi l’acqua della piscina comunale e di altre utenze pubbliche è scontata da 2,5 a poco più di 1 euro al metro cubo grazie a una delibera di Città metropolitana.

CamogliCamogli, sulla costa della Città metropolitana di Genova, è uno dei borghi marinari più belli e famosi del mondo, e deve la sua antica prosperità alle fortune dei commerci marittimi. La sua storia e la sua ricchezza, quindi, sono legate all’acqua di mare. Ma l’acqua indispensabile alla vita della cittadina non è solo quella salata, è anche quella dolce, il cui approvigionamento è sempre stato molto difficoltoso, poiché le fonti a cui la cittadina può attingere si trovano sul Monte di Portofino, scosceso e impervio. Fino all’ultimo decennio dell’Ottocento, quindi, i camoglini si accontentavano di piccole cisterne e fontane, poi fra il 1895 e il 1899 venne costruito l’Acquedotto delle Caselle, un’opera ingegneristica complessa e spettacolare che captando l’acqua a oltre 300 metri di quota sopra San Fruttuoso di Camogli la portava in città attraverso tubi di 20 cm di diametro che attraversavano pareti a strapiombo e gole grazie ad opere come gallerie e sifoni. L’acqua del Monte riforniva le abitazioni di Camogli e alimentava anche 14 fontane, alcune sopravvissute ancor oggi. Inoltre veniva imbottigliata, aromatizzata, da una piccola azienda nel centro del paese, che la rivendeva in bottiglie a sifone. L’Acquedotto delle Caselle non esiste più (se non per una piccola porzione che rifornisce il pittoresco borgo di San Fruttuoso di Camogli), ma è rimasto il suo tracciato che è stato trasformato in uno dei percorsi escursionistici più celebri della Città metropolitana, la ‘via dei tubi’. La storia dell’acquedotto è stata raccontata da un appassionato di storia locale, Riccardo Buelli, in un volume frutto di 15 anni di ricerche d’archivio e di raccolta di testimonianze. Oggi a Camogli l’acqua pubblica non è certo più solo quella delle fontanelle, ma è soprattutto quella consumata in grande quantità dalla piscina comunale: e come tutti i comuni della Città metropolitana, anche Camogli avrà un sensibile risparmio nella bolletta dell’acqua pagata a Iren, grazie al provvedimento della stessa Città metropolitana di Genova che, riconoscendo il valore sociale dello sport, ha tagliato la tariffa dell’acqua non solo ai comuni ma anche alle piscine e altri impianti sportivi (in questo video gli effetti alla piscina genovese della Sciorba raccontati dal suo dirigente Massimo Fondelli, campione del mondi di pallanuoto e capitano proprio della RN Camogli). Per questi utenti il costo a metro cubo dell’acqua scende da 2 euro e mezzo a poco più di un euro.




 
  15/06/2017 - 12:47 - Notizie Metropolitane 2017 / 165 / 34054

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