Coreglia ritrova un tesoro, note e meraviglia del suo organo del ‘700 (video di Tabloid)

Pubblicato il 29 giugno 2017 alle 15:13 da Stefano Villa

Nato nel Golfo Paradiso e arrivato in Fontanabuona nel 1861 l’organo della chiesa di San Nicola di Bari a Coreglia ha ritrovato nei restauri l’originaria anima musicale delle 640 canne e lo splendore settecentesco della cassa lignea fra lacche e argenti.organo restaurato chiesa Coreglia 1

Due grandi maestri d’organo di fama internazionale come il genovese Guido Iotti e la barcellonese Carme Godall Castell hanno fatto risuonare di nuovo, per la prima volta dopo tanti anni, le musiche straordinarie delle sue 640 canne. Il ritorno del settecentesco organo della chiesa di San Nicola di Bari a Coreglia Ligure, magnificamente restaurato, è stato festeggiato da brani del ‘600 e ‘700 italiani, inglesi, francesi e spagnoli, con la benedizione del vescovo di Chiavari Alberto Tanasini, il saluto del sindaco Elio Cuneo e l’affetto di tutta la comunità di Coreglia, raggiante come il suo parroco.
Finalmente l’organo di Coreglia – dice don Marco Gattorna – dopo una trentina d’anni di silenzio ritrova tutte le sue sonorità più belle e abbiamo scoperto dal restauro che l’ha riportato all’origine le sue potenzialità davvero straordinarie. Abbiamo recuperato un vero tesoro e forse non avevamo più tutto il senso della sua importanza. La visita, quasi per caso, di uno dei fratelli Marin all’organo ci ha aiutato a ritrovarne la consapevolezza e subito dopo si è messa in moto la macchina che in meno di due anni ci ha portato a un magnifico risultato”.A restituire anima e cuore musicale a quest’organo della fine del ‘700 è stata l’unica bottega organaria di tradizione di tutta la Liguria, la Fratelli Marin con sede a Lumarzo da un decennio, dopo un secolo di attività genovese a Bolzaneto. Il nonno degli attuali titolari, Raffaele Marin con il socio Enrico Parodi rilevò la fabbrica di Domenico Tagliafico, continuatore di Camillo Guglielmo Bianchi, il migliore allievo della celebre dinastia lombarda Serassi. Con queste radici, rigogliose come la passione trasmessa dal nonno, dal padre e dallo zio, i fratelli Raffaele e Paolo Marin, insieme ai figli, continuano oggi la stessa arte in una delle pochissime botteghe in Italia titolate ai grandi restauri di organi storici.
“Quello di Coreglia – dice Paolo Marin – è uno strumento storico molto particolare e molto bello che era nato per la parrocchia di Bogliasco, poi Coreglia l’acquistò nel 1861”. Il trasporto dell’antico organo dal Golfo Paradiso alla Fontanabuona fu affidato alla ditta Paoli di Campi Bisenzio, in Toscana, ma con succursale a Chiavari e passando a Coreglia lo strumento fu in parte modificato, come accadeva spesso in questi casi, dicono gli esperti. Alla metà del ‘900 l’organo di San Nicola subì nuove trasformazioni, a partire dalla sostituzione di alcune file di canne, ma ora è di nuovo come nel ‘700 perché d’intesa con la Soprintendenza ligure e la Curia di Chiavari il suo restauro è stato assolutamente filologico.
“L’abbiamo riportato – conferma Paolo Marin – alla sua perfetta fisionomia, sono state ricostruite le file di canne mancanti, la manticeria ricostruendo tre mantici a coda con azionamento a mano che rendono l’organo utilizzabile anche manualmente senza elettroventilatore e soprattutto abbiamo ricostruito i registri asportati.”“La registrazione è molto particolare, perché tutti i registri sono azionati da pomoli in bronzo sia a destra che a sinistra della tastiera. Solitamente negli organi liguri la registrazione era sempre sulla destra mentre qui c’è una divisione dei registri, quelli della base del principale sulla destra e tutti quelli da concerto sulla sinistra”.La tastiera ha 45 note “con la prima ottava corta, scavezza, mancante dei primi quattro diesis e la pedaliera ha nove pedali, un’altra particolarità perché di solito erano otto, qui c’è in più il pedale ausiliario dei rollanti”.
L’organo della chiesa di San Nicola è rinato dai restauri coordinati dalla Soprintendenza per i beni artistici della Liguria e dalla Curia di Chiavari e cofinanziati per il 40% dai fondi CEI dell’8 per mille, per il 50% dalla Fondazione San Paolo e per le quote restanti dal Comune e dalla comunità di Coreglia. La cassa lignea con gli elementi dipinti e decorati è stata riportata all’aspetto originale, comprese le tonalità dell’oro restituite con la meccatura alla foglia d’argento, dai restauratori specializzati Gabriele Garbarino ed Emanuele Calzolari.
“Una cassa d’organo davvero stupenda – dice Emanuele Calzolari – e d’intesa con la Soprintendenza abbiamo scelto di riportare le lacche e i colori alle loro tonalità originali”.“Per iniziare abbiamo fatto diversi tipi di assaggi, in gergo sono i tasselli, per verificare quale prodotto solvente fosse il migliore per eliminare gli strati di pittura senza intaccare le lacche originali. E’ stato il lavoro più complicato e certosino, ma la bella cosa è stata poi scoprire che le lacche, soprattutto nella parte superiore della cassa, erano completamente originali quindi bastavano pochissimi ritocchi pittorici. E sotto tutti gli strati di porporina abbiamo trovato, quasi per il 95% l’argento originale. E’ stata un’altra bella sorpresa”.




 
  29/06/2017 - 15:13 - Notizie Metropolitane 2017 / 179 / 34185

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