Oggi al Mortaio-Parco del Basilico la patata quarantina incontra le verdure industriali

Pubblicato il 21 marzo 2018 alle 14:18 da Filippo Cartosio

Nuovo appuntamento del ciclo di incontri sulla cultura gastronomica del territorio nell’incubatore realizzato a Villa Sauli Podestà da Città metropolitana in collaborazione con l’istituto alberghiero Bergese.

patata quarantinaProsegue con la patata quarantina il ciclo di incontri Mercoledì del gusto a Villa Sauli, dedicati alla cultura gastronomica locale e organizzati dell’Istituto Nino Bergese presso Il Mortaio-Parco del Basilico, l’incubatore creato da Città metropolitana di Genova a Villa Sauli Podestà, a Genova Pra, e affidato in convenzione alla scuola alberghiera di Sestri Ponente. Oggi alle 15.30 protagonista sarà la patata, una delle piante più coltivate al mondo, simbolo del fast food ma al contempo anche espressione della tradizione agricola dell’entroterra ligure con la varietà quarantina. A questo prodotto tipico si affiancano alcune specialità alimentari confezionate, cipolle e scalogno pronti per l’utilizzo in cucina, alle quali nel 2018 è stato conferito il premio ‘sapore dell’anno’.

Sulle virtù della patata quarantina e il possibile incontro tra contadino e industria in nome della qualità e del gusto si confronteranno Michele Ravera, presidente del Consorzio della Quarantina, Mario Restano, direttore marketing di Latte Tigullio e Giovanni e Rosella Bruzzone del ristorante Baccicin Dü Carü di Mele. I due ristoratori regaleranno ai presenti una dimostrazione di come si preparano gli gnocchi con lo speciale ortaggio genovese. Al termine della conferenza assaggi e provocazioni gastronomiche saranno offerti dai docenti e studenti del Bergese.

La quarantina è la varietà più nota e antica tra le patate dell’entroterra genovese, apprezzata per l’eccellente gusto e la versatilità in cucina. Dal sapore delicato, si presenta con una forma tondeggiante e irregolare ed è adatta a tutti gli usi, specialmente per fare gli gnocchi o in abbinamento con lo stoccafisso in umido e le trenette al pesto. La produzione del tubero in questa varietà tradizionale si estende nel genovesato fino al confine con l’Appennino savonese e spezzino, in una continuità che affonda le radici nel Settecento. Da quel momento la sua coltura si diffuse rapidamente e la patata diventò insieme alla castagna uno degli alimenti principali della popolazione contadina.

“Analizzare le scelte alimentari dei consumatori nel confronto tra tradizione e modernità, con costante attenzione alle produzioni del territorio – spiega Angelo Capizzi, preside dell’Alberghiero Nino Bergese – aiuta i nostri alunni ad arrivare preparati alle future sfide lavorative”.

Questo incontro chiude il ciclo invernale dei Mercoledì del gusto a Villa Sauli e prelude ad una nuova stagione di conferenze-degustazioni in programma da aprile con un ricco calendario tra cultura e cucina.



 
  21/03/2018 - 14:18 - Notizie Metropolitane 2018 / 79 / 36177

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