Schèuggiu Campann-a, lunedì a Palazzo Rosso torna l’opera comica di Monleone

Pubblicato il 08 giugno 2018 alle 14:55 da Filippo Cartosio

Anche Città metropolitana patrocina la riscoperta del compositore genovese meritoriamente promossa dal ricercatore Franco Ghisalberti insieme all’associazione Liguria Eventi.

Domenico Monleone

Tornerà in scena sotto forma di concerto, in programma gratuitamente lunedì 11 giugno alle 20 all’Auditorium di Strada Nuova a Palazzo Rosso, in via Garibaldi a Genova, l’opera comica dialettale in tre atti Schèuggiu Campann-a, firmata nel 1928 da Domenico Monleone (1875-1942), stimato operista di inizio Novecento i cui lavori riscossero all’epoca grande successo di pubblico e critica. L’evento, organizzato dall’associazione Liguria Eventi in collaborazione con il Comune di Genova, è patrocinato oltre che dallo stesso Comune anche da Città metropolitana di Genova, Regione Liguria, Chiossone Onlus e Banca Carige.

Interpreti della rappresentazione a brani saranno Matteo Armanino, Giulia Filippi, Gianmaria Patrone, Luca Pirondini e Anna Venturi, la maggior parte artisti del Carlo Felice e componenti del coro da camera Ensemble Simone Molinaro, accompagnati dalle maestre al pianoforte Carla Casanova e Patrizia Priarone.

La riscoperta di Monleone, da cui è scaturita l’iniziativa del concerto, è merito di Franco Ghisalberti, appassionato di musica che si è dedicato alla ricerca di artisti genovesi oggi purtroppo in parte dimenticati, soprattutto dai più giovani. Tra gli altri, Ghisalberti ha riportato alla luce il cantante Mario Cappello e le sue canzoni, il comico Giuseppe Marzari e il grande chitarrista Pasquale Taraffo.

Lo scoglio Campana davanti alle Mura delle Grazie in una foto del 1875 di Mangini (dal blog C’era una volta Genova)

‘Invito all’opera Schèuggiu Campann-a’ vuole quindi essere un contributo alla riscoperta di un grande genovese il cui lascito artistico merita di essere valorizzato e conosciuto anche ai giorni nostri. L’opera prende il titolo da una commedia in lingua genovese scritta da Emanuele Canesi per la compagnia di Gilberto Govi, la cui trama piacque molto a Monleone che se lo fece ridurre a libretto d’opera, in tre atti, dallo stesso Canesi e da Aldo Martinelli. Il fratello Giovanni, che era scrittore e giornalista, fece la riduzione e la traduzione ritmica dell’opera. Il titolo ‘Schèuggio campann-a’ (‘scoglio campana’) fa riferimento a uno scoglio a forma di campana che si trovava dirimpetto alle mura delle Grazie, nella zona dove oggi scorre corso Quadrio, prima di venire sacrificato all’espansione moderna della città. L’Opera, che debuttò in scena a Genova al Teatro Carlo Felice il 12 maggio 1928 (diretta dal Maestro Failoni) è una delle pochissime opere liriche scritte in dialetto, ma fu proposta anche in lingua italiana col titolo ‘Il patto dei tre’.

Domenico Monleone, maestro di musica e concertista, nacque a Genova nel 1875, figlio d’arte: il padre Leonardo, infatti, oltre che direttore e compositore, fu anche insegnante nell’allora Civico Istituto Musicale di Via Lomellini, quello che sarebbe poi diventato l’attuale Conservatorio N.Paganini. Mentre il padre desiderava indirizzarlo al campo scientifico egli si dedicò alla musica, studiando il violino e, soprattutto, alla composizione di opere liriche, dove eccelse con una musica così ben strumentata da poterla avvicinare a Puccini. Ai suoi inizi di compositore, partecipando a un concorso promosso dall’editore Sonzogno, compose una sua ‘Cavalleria Rusticana’ sempre sulla novella rusticana del Verga, trascritta dal fratello Giovanni, che lo coinvolse in una causa legale tra l’editore e il Verga che finì in un nulla di fatto. La musica dell’opera del nostro non aveva nulla a che vedere con la stessa opera musicata da Mascagni che, tra l’altro, gli restò sempre amico. Quest’opera di Domenico Monleone non venne più rappresentata in Italia per alcuni anni mentre nel resto d’Europa riscosse notevoli successi, specialmente in Olanda e Austria. Domenico Monleone mori a Genova il 15 gennaio 1942.

L’associazione Liguria Eventi è nata nel 2006 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue forme privilegiando i giovani, gli anziani e i disabili per opera e volontà delle fondatrici Anna Brugnara, presidente, e Carla Casanova, concertista, direttore artistico e vice presidente.



 
  08/06/2018 - 14:55 - Notizie Metropolitane 2018 / 158 / 36561

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